In Occidente il sesso ha conquistato un posto importante nell’equilibrio della persona e nel processo di maturazione dell’io.
Nelle tradizione spirituali orientali, invece, la sessualità si inserisce in una visione opposta, che verte al superamento dell’individualismo o dell’ego. In queste culture l’energia sessuale è vista come uno strumento da utilizzare in un’operazione di trasformazione e liberazione totale dell’essere. L’individuo diventa un altro essere unico e fuso nel momento del contatto con il partner.
In questa ottica ogni atto d’amore e ogni desiderio di unione divengono un tentativo di superamento della sofferenza del sentirsi divisi. Da qui la differenza tra i verbi “unirsi” e “accoppiarsi” che sono sintomatici della profonda discrepanza tra la visione occidentale del sesso e quella orientale. “Unirsi” è diventare uno mentre “accoppiarsi” significa incontrarsi restando in due.
Molte tradizioni antiche, occidentale come orientali, consideravano il sesso l’energia sacra per eccellenza. In particolare questa idea costituiva la base di una delle più antiche e più elevate vie spirituali: il Tantra.
La considerazione che più unificava Occidente ed Oriente era che ogni cosa nell’universo nasce dall’energia sessuale che provoca la congiunzione e fusione degli opposti polari quali quello maschile e femminile. In India, in Tibet e in Cina questa visione unitaria raggiunge il suo apogeo: le divinità vengono raffigurate insieme e spesso nella posizione procreativa. Shiva, il Dio maschile, raffigurato simbolicamente con un fallo eretto di pietra, marmo o metallo, e Shakti, sua consorte con una “yoni” di forma ovale e circolare, rappresentano per queste culture gli archetipi della coscienza e dell’energia.
Una notevole rilevanza spirituale è data dal fatto che nel Tantra, come nelle altre vie spirituali orientali, la posizione sessuale non è quasi mai sdraiata, ma seduta. Questo permetto di vivere l’atto amoroso come meditazione trasformandolo da istinto puramente fisico a pratica spirituale ed evolutiva.
Anche la pulsazione e il ritmo dell’atto amoroso si ritrovano in ogni aspetto della vita sotto forma di ciclo, vibrazione o pulsazione. Ce ne accorgiamo anche semplicemente pensando ai pianeti, alle stagioni, al battito cardiaco, alla respirazione stessa. Tutta l’esistenza viene percepita come un perpetuo e sequenziale atto creativo che si origina dalla congiunzione interna di autocoscienza ed energia.
Questa visione tantrica in Cina assume il simbolo del Tao.
Nel Tao le due forze polari Yin e Yang l’ una maschile l’altra femminile, l’una attiva l’altra passiva, si equilibrano.
E’ interessante come questa
Non so quanti di voi conoscano il, pur celebre, metodo Stanislavskij: è una tecnica di recitazione consistente nell’immedesimazione totale dell’attore nel ruolo che dovrà interpretare.
Ecco, utilizzando questo sistema, qualche mese addietro ho partecipato ad uno “speed date“, ovvero un fenomeno di massa molto in voga in questi tempi, ed estremamente interessante da studiare per chi, come me, voglia costantemente seguire l’evoluzione delle dinamiche relazionali uomo/donna.
Beh, vi confesso subito che, la sera dell’evento in questione, non ero certo animata solo da sani propositi sociologici, ma anche da una scimmiesca curiosità personale, sviluppata, ne sono certa, in occasione dei fantomatici racconti delle mie amiche sull’argomento.
Per chi non lo sapesse, o facesse finta di non saperlo, lo speed date é un gioco finalizzato alla reciproca conoscenza di uomini e donne, consentendo a trenta esemplari maschi di chiacchierare, per soli tre minuti, con altrettanti, sconosciuti, esemplari femmine: fra queste ultime, la sera di cui vi dicevo, c’ero anch’io.
Ora: non voglio tediarvi con le mie personali impressioni su quest’ esperienza (ad esempio non voglio farvi menzione di come, in seguito a tale episodio, io abbia repentinamente rivalutato la T.V. quale passatempo serale), bensì intendo illustrarvi i fatti accaduti in chiave, diciamo così, analitico- valutativa, affinché i complessivi novanta minuti da me trascorsi quella fatidica sera colloquiando con i partecipanti maschi del gioco possano illuminarvi nel momento in cui qualcuno vi proporrà di iscrivervi ad uno speed date (il che, sappiatelo, prima o poi accadrà).
Dunque, per comodità espositiva ho ricondotto a cinque categorie di appartenenza tutti gli uomini paratisi davanti a me in quell’ ora e mezza:
1) categoria “pavimento”;
2) categoria “utilità”;
3) categoria “ma che sei venuta a fare?”;
4) categoria “millantato credito”;
5) categoria “sequestrati”;
Vengo ad esporvi i tratti salienti propri di ciascuna delle dette specie.
Cominciamo con i rappresentanti della categoria numero uno, ovvero gli individui che, quella sera, sembravano particolarmente interessati alle piastrelle del locale ove si svolgeva il gioco: con ciò intendo dire che la timidezza di questi soggetti era talmente grande da innescare, nelle fanciulle che se li trovavano di fronte, il legittimo dubbio che tali ragazzi fossero realmente catturati dalla pavimentazione della sala e da null’altro.
Capirete che, con elementi di tal fatta, a meno di non far convergere la conversazione sul cotto della propria casa di campagna o sul parquet di quella di città, c’era ben poco da parlare…
Esponenti, invece, della categoria numero due, tutti coloro che, quella sera, all’inizio di ogni singola chiacchierata, si informavano subito della professione svolta dalla donna che aveva la sventura di star loro davanti e, una volta
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